IV Domenica del Tempo Ordinario

Oggi festeggiamo: S. Giovanni Bosco, sacerdote e fondatore (1815-1888)

Prima Lettura

Dal libro del Deuterònomio
Dt 18,15-20

Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”. Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 7,32-35

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Salmi 95(94),1-2.6-7.8-9.

Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Ascoltate oggi la sua voce:
“Non indurite il cuore, come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere.”

VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,21-28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

PAROLE DEL SANTO PADRE

La potenza di Gesù conferma l’autorevolezza del suo insegnamento. Egli non pronuncia solo parole, ma agisce. Così manifesta il progetto di Dio con le parole e con la potenza delle opere. Nel Vangelo, infatti, vediamo che Gesù, nella sua missione terrena, rivela l’amore di Dio sia con la predicazione sia con innumerevoli gesti di attenzione e soccorso ai malati, ai bisognosi, ai bambini, ai peccatori. Gesù è il nostro Maestro, potente in parole e opere. Gesù ci comunica tutta la luce che illumina le strade, a volte buie, della nostra esistenza; ci comunica anche la forza necessaria per superare le difficoltà, le prove, le tentazioni. Pensiamo a quale grande grazia è per noi aver conosciuto questo Dio così potente e così buono! Un maestro e un amico, che ci indica la strada e si prende cura di noi, specialmente quando siamo nel bisogno. (Angelus, 28 gennaio 2018)

« Una dottrina nuova insegnata con autorità »

« Uno solo è il vostro Maestro, il Cristo » (Mt 23, 10). (… ) Cristo infatti è « irradiazione della gloria del Padre e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola » (Eb 1,3). È lui l’origine di ogni sapienza; in cielo il Verbo di Dio è fonte della sapienza. Cristo è fonte di ogni conoscenza vera; egli è infatti « la via, la verità e la vita » (Gv 14,6): (…) In quanto via, Cristo è maestro e principio della conoscenza secondo la fede. (… ) Per questo Pietro insegna nella sua seconda lettera: « Abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro » (1,19). (…) Infatti mediante la sua venuta nello spirito, Cristo è principio di ogni rivelazione, e mediante la sua venuta nella carne, è conferma di ogni autorità. Viene prima nello spirito, come luce rivelatrice di ogni visione profetica. Secondo Daniele: « Svela cose profonde e occulte e sa quel che è celato nelle tenebre e presso di lui è la luce » (2,22). Si tratta della luce della divina sapienza, che è Cristo. Secondo Giovanni, egli dice: « Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre » (8,2), e « Mentre avete la luce credete nella luce, per diventare figli della luce » (12,36). (…) Senza questa luce che è Cristo, nessuno può penetrare i segreti della fede. Per questo leggiamo nel libro della Sapienza: « O Dio, invia la sapienza dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso, perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito (… ) Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? » (9, 10-13) Nessuno può giungere alla certezza della fede rivelata, se non mediante la venuta di Cristo nello spirito e nella carne.
San Bonaventura (1221-1274)
francescano, dottore della Chiesa

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