Ferie di Avvento dal 17 al 24: 22 dicembre

Oggi festeggiamo S. Francesca Saverio Cabrini, PATRONA DEGLI EMIGRANTI, fondatrice “Missionarie del Sacro Cuore di Gesù

Dal primo libro di Samuèle
1Sam 1,24-28
 
In quei giorni, Anna portò con sé Samuèle, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo.
 
Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore».
 
E si prostrarono là davanti al Signore.

Primo libro di Samuele 2,1.4-5.6-7.8abcd.

«Il mio cuore esulta nel Signore,
la mia fronte s’innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
perché io godo del beneficio che mi hai concesso.

L’arco dei forti s’è spezzato,
ma i deboli sono rivestiti di vigore.
I sazi sono andati a giornata per un pane,
mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce,
abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il misero,
innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere insieme con i capi del popolo
e assegnar loro un seggio di gloria».

VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,46-55
 
In quel tempo, Maria disse:
 
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
 
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
 
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
 
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Che cosa ci consiglia la nostra Madre? Oggi nel Vangelo la prima cosa che dice è: «L’anima mia magnifica il Signore» (Lc 1,46). Noi, abituati a sentire queste parole, forse non facciamo più caso al loro significato. Magnificare letteralmente significa “fare grande”, ingrandire. Maria “ingrandisce il Signore”: non i problemi, che pure non le mancavano in quel momento. Da qui scaturisce il Magnificat, da qui nasce la gioia: non dall’assenza dei problemi, che prima o poi arrivano, ma la gioia nasce dalla presenza di Dio che ci aiuta, che è vicino a noi. Perché Dio è grande. E soprattutto, Dio guarda ai piccoli. Noi siamo la sua debolezza di amore: Dio guarda e ama i piccoli. (Angelus, 15 agosto 2020)

«La promessa fatta ai nostri padri»

Allora Maria disse: «”L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore… Ha soccorso Israele, suo figlio (Lc 1,54, greco), ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”. Guardate come Maria Vergine perfeziona e conferma il patto che Dio aveva fatto con Abramo dicendogli: «Ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi» (Gen 17,11). (…) E’ il canto di questa profezia che la santa Madre di Dio rivolge a Lui esclamando: «L’anima mia magnifica il Signore (…), perché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome. Mi ha fatta madre di Dio, conservando la mia verginità. Tutte le generazioni sono ricapitolate nel mio seno per esservi santificate. Poiché Egli ha benedetto in me tutte le età , gli uomini, le donne, i giovani, i bambini, gli anziani»- (…) «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili» (…). Gli umili, i popoli pagani che erano affamati di giustizia (Mt 5,6) sono stati esaltati. Facendosi umili e desiderosi di ricevere la parola di Dio, come la cananea che si accontenta delle briciole (Mt 15,27), sono stati saziati delle ricchezze dei divini misteri. Poiché nostro Signore Gesù Cristo, figlio di Maria Vergine, ha voluto elargire ai pagani tutti i suoi doni divini. «Ha soccorso Israele, suo figlio», non un qualunque Israele, ma suo figlio, di cui riconosce la condizione elevata. Ecco perché la Madre di Dio chiama questo popolo suo figlio e sua eredità. Dio chiama a partecipare alla grazia questa gente sfinita dalla lettera, estenuata dalla Legge. Dando questo nome a Israele, lo soccorre «ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». Queste semplici parole riassumono tutto il mistero della salvezza. Per salvare l’umanità e sigillare il patto fatto coi nostri padri, Gesù Cristo «Abbassò i cieli e discese» (Sal 18,10). E così si è manifestato a noi, mettendosi alla nostra portata, perché noi potessimo vederlo, toccarlo, sentirlo parlare.
Un’omelia greca del IV secolo
A torto attribuita a San Gregorio Taumaturgo, n. 2; PG 10,1156 ( Luc commenté, DDB 1987, trad ital.)

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