Il plettro

Non sono molto brava con le parole, chi mi conosce sa bene che preferisco esprimermi in musica. Allora ho pensato di cantare, di esservi vicina ma con il “mezzo” che so usare meglio. Questo brano per me ha un significato molto profondo…e quando lo ascolto, quando lo suono, in qualche modo mi fa sentire più vicina a chi non c’è più fisicamente.

Ho impiegato un mese per trovare le parole per scrivervi. Lo so, a volte sono lenta nell’affrontare le situazioni, soprattutto quando si ha a che fare con eventi così estremamente dolorosi. Io vi ammiro davvero. In questo ultimo anno avete dimostrato, custodito e preservato l’amore, quello che solo chi ha una grande anima riesce a vivere. Quando ho conosciuto Eugenio, mi hanno subito catturata la sua curiosità, la sua maturità,  quella scintilla negli occhi che ha chi vuole riempirsi del mondo e delle sue sfumature.

Caro Eugenio, ricorderò sempre quelle ore del venerdì pomeriggio passate a raccontarci, tra un sorriso e le note delle nostre chitarre. Ricorderò quando mi parlavi del basket, la tua energia. Ti ho lasciato un plettro, volevo ne avessi uno mio, così quando lo userai ti ricorderai anche tu di quei momenti insieme. Tanto so già che lì al tuo fianco c’è chi potrà insegnarti molte più cose di quanto sono riuscita a fare io.

Vi voglio bene, 

Il Sogno

Qualche notte fa vi ho sognato, eravamo in una stanza piena di persone che, in realtà, non conosco. C’era un clima di allegria, ci si abbracciava e ci si coccolava. Ad un certo punto sono scesa, insieme a due ragazzi, in alcune stanze al di sotto del piano terra. Entriamo in una camera da letto (si notava dall’arredamento che era di un ragazzo) e c’era Eugenio insieme ad altri ragazzi che giocavano ai videogiochi, c’era un clima di estrema serenità…Era già da un pò che sentivo il bisogno di scrivervi, di farvi sentire in qualche modo la mia presenza che in questo anno è sempre stata silenziosa, in sordina, ma attenta a ciò che vivevate.          

Enza Feffa d’Ambrosio

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