Un incontro speciale

Ciao Pina, ciao Remigio,
è tanto che volevo scrivervi, ma il mio senso di inadeguatezza mi ha fatto sentire sempre troppo piccola per confrontarmi con la vostra immensa fede, con il vostro grande coraggio, con il vostro amore totale per la vita nonostante la grande sofferenza che state affrontando.
Ora pero non posso più fare finta di niente non posso più rimandare qualcosa in me si è mosso, o meglio qualcuno ha mosso qualcosa in me, devo raccontarvi ciò che mi è capitato.
Proprio a me che non merito ciò che mi è capitato, proprio a me che non ho una gran fede che a volte sono titubante, proprio a me che non prego in modo convenzionale ma che mi rivolgo a Dio a modo mio.
Ho sognato Eugenio e il ricordo del mio sogno è rimasto impresso nella mia mente nitido, chiaro, palpabile come nessun altro sogno. Di solito i miei sogni se li ricordo sono confusi poco chiari. Vi racconto….
è una giornata tiepida di primavera, passeggio sola immersa nei miei mille pensieri, mi ritrovo davanti ad una piccola chiesa ricoperta da un manto di edera e fiori di glicine. Il piccolo portone è socchiuso, decido di entrare attraverso la piccola navata e mi siedo sui gradini davanti all’altare sono triste e piango cosi appoggio la testa sulle ginocchia come per nascondere il volto, mi raggomitolo su me stessa come per nascondermi e all’improvviso sento una mano calda sulla spalla, alzo lo sguardo e vedo Eugenio bello, alto, magro coi capelli lunghi che gli cadono sul collo e gli occhi brillanti e sorridenti dietro i suoi occhiali da professorino. Indossa una tunica bianca lunga fino ai piedi nudi.
Sorridendo mi dice: “ Non piangere vieni con me!”
Io un pò stupita gli dico: “ Ma tu che ci fai qui?”
Lui mi risponde: “ Non ti preoccupare tirati sù e vieni con me!”
Mi alzo e lo seguo tenendogli la mano, mi porta davanti al promontorio io un po impaurita gli dico: “ Eugenio che fai? Cadremo, ci faremo male, è troppo alto, ci sono tanti scogli!
Lui con tono serenamente autorevole ma dolce mi dice: “ Non ti preoccupare fidati di me, ti farò provare cosa si sente quando si ha Dio nel cuore.”
Cosi mi stringe la mano e ci lanciamo nel vuoto senza paura e cominciamo a volare nel cielo accarezzati dai colori caldi del tramonto.
Mi sveglio di soprassalto senza respiro come se avessi visto la cosa più bella del mondo travolta da una forte emozione con una sensazione di pace e libertà che non ho mai provato prima .
Sono giorni che penso a questo sogno per trovare una spiegazione, sarà suggestione ho pensato ma poi valutando le sensazioni che mi sono rimaste nel cuore mi rendo conto che una suggestione non ti fa sentire quella emozione che senti quando l’amore ti pervade.
Eugenio è venuto da me per aiutarmi a capire che l’amore è la cosa più importante e che se sorridiamo alla vita nonostante essa spesso ci butti a terra, tutto sarà più facile, tutto si risolverà.
Questo secondo me è il compito che è stato affidato ad Eugenio; lui ci sarà sempre per coloro che si perdono, per coloro che perdono il sorriso, per coloro che abbandonano Dio e si sentono smarriti, Eugenio vive tra noi perché lui è una di quelle poche anime candide e lucenti che Dio ha deciso di mandare sulla terra per dare un esempio di amore sublime a noi poveri esseri comuni.
Vostro figlio mi è entrato nel cuore non per la sua storia di malato, purtroppo nelle stesse condizioni ce ne come sono tanti, ma per il suo coraggio, per la sua voglia di vivere, per il suo amore, per la sua maturità per il grande esempio che ha dato a tutti nonostante avesse appena quattordici anni, nonostante fosse inerme in balia di un mostro.
Grazie Eugenio.
Con il cuore

Tatiana

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