Una cara amica, che preferisce rimanere anonima, questa mattina in chat mi riporta questa testimonianza:

Ciao Pina, non ti ho voluto scrivere in questi giorni per non affaticarti, so come vi sentite, ma siete sempre presenti nel mio affetto.

Stamattina sento il bisogno di dirti quello che è successo poche notti fa.

Non ho avuto la grazia di conoscere Eugenio, se non avessi chiesto di tutti voi, mai avrei saputo di te e di Eugenio. Un colpo tremendo, sommati a tutti quelli passati che tornano quando senti una tragedia simile.

Ma Eugenio mi era entrato nel cuore, e l’ho fatto conoscere a tutti quelli più prossimi a me, nella nostra cerchia familiare tutti avevamo un pensiero per Eugenio, abbiamo condiviso il bene per questa meravigliosa creatura.

Veniamo a noi, poche notti fa sognai Eugenio seduto a una grande tavolata, apparecchiata per tutti.

C’erano molte persone, tanti che non conosco ma era una tavolata in convivialità, c’erano adulti, uomini, qualche anziano, e ragazzi, tanti. Eugenio era seduto sorridente al tavolo, era felicissimo, un simpaticone, intratteneva tutti con il suo discorrere, era seduto. Parlava e gesticolava con piccoli movimenti delle mani, e nelle mani aveva una forchetta, nell’altro il cucchiaio, e mentre parlava e sorrideva, le muoveva di qua e di la. Era felice e sorridente, tanto che intratteneva tutti. A un certo punto, sei arrivata tu, eri dietro le sue spalle, e ti sei avvicinata a lui per primo, lui si è voltato verso te, ti ha fatto un sorriso radioso, tu in mano portavi una sorta di contenitore, una zuppiera, ciotola che conteneva tagliatelle. Eugenio ti ha guardata con un amore infinito, con quegli occhioni belli, e assentiva come un buongustaio, e tu gli hai preparato un bel piatto di tagliatelle. Lui tutto felice ha mangiato tutto.

Quando mi sono svegliata, ho realizzato che era un sogno, ma ero contenta di aver avuto modo di vederlo, anche se in sogno.

Non volevo dirtelo, sono stata molto combattuta, devo essere sincera. Poi ho pensato: a me come mamma farebbe bene sapere, e ti ho scritto. Sono zollette di zucchero, addolciscono i momenti di vuoto, che è normale che ci siano, siamo mamme, ma lo siamo in un modo diverso: terreno e eterno!


Cara amica mia, altro che zolletta di zucchero! Eugenio è così, allegro e gioioso. I pranzi, le cene, le feste e le serate in pizzeria con lui non sono state mai tristi. Ha portato sempre la sua briosità e, sono felice di sapere che anche con i suoi nuovi amici si diverte e sta bene.

Grazie!

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