Caro Eugenio, Gegé, ho incontrato la tua storia semplicemente perché stavo cercando i commenti al Vangelo del giorno e il tuo blog così ben curato dai tuoi splendidi genitori, è comparso tra i risultati di ricerca.

Mi sono così soffermata inizialmente sulla descrizione, poi sullo sviluppo, giorno per giorno della situazione e di una malattia così bastarda da farmi venir voglia di far finta che non esistesse.

E invece, esiste. Anche mio zio è morto di un tumore simile al tuo, e nelle fasi terminali soffriva di non riuscire ad essere più lucido nei ragionamenti per poi concludere dicendomi che la razionalità era una grandissima ca**ata.
Sì, perché poi Lui, il Padre lo incontri senza tanti pensieri articolati ma con un cuore puro, e pieno di sentimenti sinceri verso le persone che amiamo a che ci sono accanto.

Lì si incontra IL Padre e solo l’Amore resta.

Mi stai accompagnando in questa quotidianità e sei davvero diventato un po’ un altro nipote da tenere nel cuore.

“E per noi che non comprendiamo nulla di questa morte, dopo i primi assalti di un dolore pietoso, una stella si è accesa nel buio.” (comunità di Taizé)

Non ti dimentico caro Gegé e so che il tuo sguardo profondo e sveglio e il tuo sorriso mi accompagneranno ogni giorno, e ti abbraccio anche se non ho avuto la grande fortuna di conoscerti di persona.

Michela

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