Il mio secondo compleanno

29 settembre 2020

L’anno scorso, dopo 2 settimane di permanenza alla clinica Neuromed a Pozzilli (IS), come ogni anno, è arrivato il mio compleanno.

Me lo hanno ricordato, perché tra i fumi di un ricovero d’urgenza di mio figlio maggiore Eugenio e la permanenza forzata nella mia-nostra nuova casa (la clinica Neuromed appunto) a tutto pensavo fuorché a festeggiare un momento poco, anzi per niente, felice della mia vita.

E quest’anno il mio compleanno è ricaduto in un momento ancora meno felice: Eugenio, 14 anni compiuti un mese fa, giace in un letto di tipo ospedaliero, ormai da quasi un mese, a casa, immerso nel conforto e nell’affetto della sorellina Francesca di 9 anni, della mamma Giuseppina, della nonna Antonietta e del papà, io. In gravissime condizioni di salute.

E’ da un anno che combatte contro un “glioma diffuso della linea mediana”, uno dei più aggressivi e violenti tumori cerebrali.

Il risveglio stamattina è stato dolcissimo: mia figlia Francesca mi ha preparato una letterina-poster, dove mi scrive:

Caro papà, lo so cosa vorrai dire (Francesca ma tu non scrivi mai!) lo so però! Quando le cose le fai con: AMORE, PASSIONE ED ENTUSIASMO per qualcuno, tutto ti può riuscire. Maaaa! Arriviamo al sodo (come si dice)
Io questa lettera la scrivo perchè sono entusiasta che tu compia 54 anni. Per me sarà impossibile arrivare a tanti anni (non dico che sei vecchio, no!)
T.V.T.T.B. ♥ “

Mi sono giunti una valanga di segnali di affetti, sinceri, spontanei, affettuosi e amorosi.

Questo mi ha permesso di superare anche questa giornata.

Oggi pomeriggio ha avuto anche una crisi respiratoria, che ci ha costretti a chiamare in coro medico e farmacista, i nostri fedeli alleati, così da passare ad antibiotico Ceftriaxone intramuscolo, e cercare di debellare questa fastidiosa e intrigante tossetta, che gli procura del muco vagante che talvolta si deposita in bocca e non gli permette di respirare bene.

Vi salutiamo con la nostra preghierina.

Chiediamo all’angelo custode di Eugenio di vegliarlo più da vicino, e a voi di continuare a pregare per lui.

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