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Guardiamo e riguardiamo la sacca che contiene il liquido cerebrale di Eugenio, quello in eccesso, che sta drenando da un tubicino che proprio dall’interno del suo cervello, del suo meraviglioso cervello, fuoriesce delicatamente dal suo “cappello di garza” e si tuffa nella sacca di plastica.

Controlliamo sempre il suo colore, che dal rosso sangue deve diventare trasparente, incolore.

Ma capite la meraviglia del corpo umano? Questo liquido serve a proteggere il nostro cervello, sia meccanicamente dagli urti e sballottolamenti che ogni giorno facciamo fare alla nostra testa, e sia come disinfettante naturale.

Stupendo! Solo una mente eccelsa e un cuore grande poteva creare tutto questo!

Eugenio gioca e ascolta musica sul suo smartphone. Sullo sfondo la sacca di liquor

Io resto sempre accanto ad Eugenio; Giuseppina oggi vorrebbe andata a Dragoni (CE), Francesca anche ha bisogno della sua famiglia!

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Anche oggi è stata con Teresa Pasquariello, con le sue meravigliose figlie Angela ed Anna, e Vincenzo che tra viaggi in camion e duro lavoro presiede la vita familiare da buon padre di famiglia, adesso allargata.

Francesca nel lettone tra Anna e Angela Pasquariello

La bontà di Teresa si è tradotta nel lasciare la propria camera da letto alle tre ragazze, così nel lettone possono stare insieme e vicine.

Eugenio trascorre la sua giornata ascoltando un pochino di musica, il suo amato giochino sullo smartphone, e dormire, riposare, tranquillo.

In questa nuova stanzetta, il nostro compagno di stanza è talmente silenzioso e tranquillo che spesso ci dimentichiamo proprio di lui. Se non ogni tanto una telefonata alla moglie, che dolcemente e in punta di piedi, lo viene a trovare e gli porta qualche leccornia a lui gradita.

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Veniamo avvisati che nel pomeriggio il prof. Paolini toglierà il drenaggio esterno e il cappello di garza. È un intervento in anestesia locale, ma ci crea comunque tensione.

Infatti, Giuseppina non va a Dragoni, preferisce rimandare a domani.

Eugenio entra nuovamente in sala operatoria verso le 18.00, esce intorno alle 21.00 senza tubicino, senza cappello, con un bel cerottone a coprire la ferita. I medici sono soddisfatti del nostro guerriero.

Noi, di più.

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