18 settembre 2019, mercoledì

Tu dormi, amore mio. E io ti guardo. Sei bellissimo, nella tua sofferenza. Stai soffrendo, si vede. Non sei tu, sei ancora intontito, a tratti assente, dopo che sono andati via i tuoi amici non hai aperto bocca. Ma va bene così, ti amo di più. Sei il mio bambino.

Si è arrabbiato perché voleva togliere “il cappello”.
Mi ha detto: “e perché non posso toglierlo, è solo un cappello.”
Io gli ho risposto, dolcemente, per farlo sorridere: “Paolini l’ha messo e lui lo toglie! Io non faccio il cappellaio!

È venuta anche la psicologa, la dottoressa Francesca. L’ha fatto parlare, un pochino, ma è ancora molto silenzioso.


Il compagno di stanza di Eugenio è un signore della provincia di Salerno, con gravi problemi motori (quasi non camminava più); poi diagnosticato il reale problema, qui a Pozzilli lo hanno rimesso in piedi, e tra qualche giorno torna a casa. Con le sue gambe!

Questo reparto ha la massima specializzazione in problemi alla colonna vertebrale: ne vediamo tutti i giorni di ragazzi e ragazze con la schiena a S, che vengono “raddrizzati” e riportati alla loro vita normale.

I messaggi di solidarietà, affetto, amore ed amicizia ci arrivano da destra e manca.

Anche Marco Giuri, capitano della squadra di basket Juvecaserta, saluta ed incoraggia Eugenio!

Il capitano della Jecaserta Basket saluta ed incoraggia Eugenio

Mi arriva anche il video dei compagni di squadra degli under14 del CSI basket Caiazzo, capitanati da coach Gaetano Santoro

Eugenio adora i pupazzi, peluche, orsacchiotti, animaletti coccolosi, e chi lo conosce bene lo sa.

Il primo peluche ad arrivare, e lui se lo tiene stretto al petto nonostante lo stato di semi-incoscienza, è di Mariarita Pepe (sua amica, compagna di mille avventure sul campo di basket e fedele confidente).

Il tigrotto perché Eugenio deve dimostrare tutta la forza di tigre che ha!

Sarà un pupazzo che rimarrà con noi durante tutti i giorni di permanenza in Neuromed, e scatenerà anche qualche gelosia da parte di altre amiche di Eugenio.

Eh si, a questa età è dolce ingelosirsi per un peluche. A questo, se ne aggiungeranno altri, che faranno molto adirare la cara “nonna Amalia”, una delle OSS che ruotano nel reparto, ma soprattutto una donna dolce ed affettuosa che tratta Eugenio come un nipote.

Francesca intanto è affidata oggi alle amorevoli cure di “zia Teresa”, preziosa amica che subito ci è corsa incontro, aiutandoci nella cura e assistenza di Francesca.

Se c’è qualcosa che abbiamo potuto imparare in questa esperienza, è che anche nei momenti più bui con una mano e una spalla amica il percorso diventa meno pesante.

Tanti gli amici che ci alleggeriscono il fardello già da questi primi giorni.

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