Mannitolo

Alle 10.30 è venuto a trovarci il nostro medico di famiglia, dottore Mauro di Tommaso, preoccupato dopo la telefonata di ieri sera.

Dopo il ceck-up completo ad Eugenio, ha stabilito che è preferibile seguire una cura di Mannitolo in flebo, per almeno 6 giorni.

Così, detto fatto, Giuseppina lo va ad acquistare in farmacia, e contattata la nostra carissima amica ed infermiera professionale Cristina Fabrizio, subito ci ha dato la sua piena ed ampia disponibilità, fissata addirittura per le ore 13.

Precisa come sempre, alle 12.58 è già a casa.

Con dolcezza di mamma e professionalità dettata dagli anni di esperienza presso l’ospedale di Piedimonte Matese, applica il catetere venoso sul dorso della mano di Eugenio. Applica poi la flebo che scorre lentamente.

Nel mentre il medicinale scorre via nelle vene di Eugenio per diminuire la  pressione intracranica aumentata, noi, in assoluto silenzio, consumiamo un pranzo veloce.

Il posto a tavola dove siede sempre Eugenio è sempre allestito: perché lui è sempre con noi!

La flebo sta quasi per terminare.

Eugenio dorme sempre: mi sembra tanto di tornare a settembre 2019, quando alla Neuromed, estirpati i due ependimomi (tumori cerebrali), la pressione cranica era ancora altissima, e lui dormiva sempre.

Oggi come allora, io e lui seduti vicini.

L’occhio vigile della telecamerina, mio, di Giuseppina e di Francesca non lasciano un attimo Eugenio senza l’amabile controllo da parte nostra.

Chiuso l’accesso, come ci ha insegnato la dolce Cristina, archiviamo questa flebo, per oggi.

Domani sarà un altro giorno.

Oggi siamo felici perché è un giorno che ci ha donato il Signore Gesù, è un giorno che stiamo insieme, tutti e 4.

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