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Solo l’amore ci tiene in vita.

E proprio a noi genitori e sorellina di Eugenio l’amore è la forza che ci spinge ancora a lottare, a lottare per la vita di Eugenio.

Ci sono dati tangibili che Eugenio sta scivolando via, sta partendo per il suo viaggio, ci sta lasciando. Lentamente, ma inesorabilmente.

Con il cuore spezzato in mille e le palpebre dense di lacrime ve lo dico.

Adesso si è anche aggiunta una situazione patologica che ci tiene in fibrillazione, in ansia, sgomenti e distrutti dalla stanchezza.

Da circa 15 giorni Eugenio soffriva di un gran mal di pancia, che puntualmente ogni 2 ore lo faceva svegliare con reflusso gastrico e nausea. In questi 15 giorni abbiamo provato medicinali e medicamenti di tutti i colori, di tutte le marche, dal rimedio della nonna fino all’ultimo ritrovato gastrico.

Martedì 25 agosto è venuto presso il nostro domicilio l’ecografo che ha effettuato l’ecografia addominale ad Eugenio: fortunatamente niente di rilevante, solo meteorismo!

Proprio da martedì, però, qualcosa si è smosso nel pancino di Eugenio, perché i dolori addominali sono scomparsi, nausea e reflusso compreso, ma è comparsa una fastidiosissima infezione alla vescica, che gli provoca minzioni ogni 3-4 minuti.

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Si, avete letto bene: ogni 3-4 minuti Eugenio ha necessità di andare in bagno per fare, quando va bene, 2 gocce di urina.

Ma la nota dolente è che si rifiuta categoricamente di fare pipì nel pannolino; quindi volente o dolente ogni 3-4 minuti, 24 ore al giorno, dobbiamo accompagnarlo al bagno.

Il primo giorno è stata dura, il secondo peggio, il terzo un incubo, il quarto si sentivano i nostri strilli fino su Marte, ieri sono volati alcuni ceffoni, Eugenio-mamma-papà e viceversa.

Eugenio è diventato anche violento e rude, tipo un drogato, con il suo scopo ultimo da raggiungere. Il drogato la dose, Eugenio il water.

Eh si purtroppo abbiamo perso la lucidità: dopo 5 giorni completamente insonni, sia io che Giuseppina abbiamo i nervi a fior di pelle, una stanchezza inimmaginabile, una rabbia contro questa bestia immonda che ha divorato tutto il meglio di nostro figlio, e la fede che vacilla.

Email a Roma, email al nostro medico di famiglia, iper-disponibile e sempre accorto e puntuale, farmacia che è diventata la nostra seconda famiglia, siamo fersino passati a dosi un pochino massicce di EN, tranquillante terapeutico. Neanche quello riesce a fermare la brama di Eugenio del suo amato water.

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Tra uno strillo e l’altro gli chiedo sempre: “mi vuoi bene?” e lui sempre mi risponde: “si certo papino”, ed io “e tu mi lascerai mai”, e lui “mai, non ti lascerò mai!”

Stasera ci è venuto a trovare il nostro amato parroco don Dahuid Ortega, e conversando con Eugenio, circa l’attuale situazione della sua salute, lui gli ha confessato: “ormai non si può fare più niente, dobbiamo accettare le cose come vengono!”

Dahuid è rimasto colpito dalla sua lucida analisi dei fatti, e della sua consapevolezza.

Segno anche di una grande e profonda maturità spirituale.

Già in presenza di Dahuid, nel giro di 10 minuti siamo andati 4 volte in bagno. Dopo cena è iniziata la guerriglia del gabinetto e della nottata.

Così, su due piedi, prendo in mano la situazione, e con la complicità della piccola Francesca simulo una telefonata del dottore che vuole assolutamente il pannolino pieno di urina così da poter fare le analisi.

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E’ stata così rapida la scenetta e così ben congegnata che Eugenio ha creduto a questa nostra farsa, intimorito dalla figura del medico, ospedale, pronto soccorso e simili: finalmente ha fatto pipì nel pannolino!

Deo gratias!

Abbiamo cantato subito vittoria, inutilmente, perché già dopo 5 minuti rivoleva il suo water.

Stanchi e distrutti, ed in questo includo la piccola Francesca, passiamo alle maniere forti: con due cordicelle sottili gli leghiamo i polsi alla rete del letto.

Capite bene: questo non per fargli del male, anzi per fargli del bene, perché spesso ha dichiarato di valer andare da solo in bagno, ma con le forse azzerate che si ritrova ci saremmo ben presto ritrovati in una pozza di sangue e con un cranio spaccato.

Proprio come si fa con i drogati!

L’idea è stata buona: sono le 1.13 e dorme come un angioletto, e la pipì continua a farla nel suo pannolino.

Scusateci se in queste sere non abbiamo fatto la nostra consueta preghierina, che registravamo per voi, ma questa faccenda ci ha tenuto un pochino lontani dalle orazioni serali.

Speriamo di riprenderle bene e presto. Buonanotte.

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