Finalmente dopo una settimana di battaglie nervose contro il pancino di Eugenio, che proprio non ne voleva sapere di starsene buono, digerire correttamente e rilassarsi durante le ore notturne, stanotte abbiamo dormito bene, sereni, col pancino che divertito faceva il suo lavoro in pace e silenzio.

Dopo aver acquistato su due piedi un letto bello nuovo e reclinabile, consegnato in men che non si dica dal nostro amico fraterno Cipriano Biasucci della Centro Mobili di Dragoni, Eugenio comunque non trovava pace: metti sopra, alza la spalliera, abbassa la spalliera, metti cuscini, togli cuscini. Insomma è stato come costruire un puzzle, fatto di cuscini, lenzuola, movimenti in su e giù della spalliera.

Ed è stata anche una settimana di test chimici, coadiuvati dalla dottoressa Antonella Cacchione, sempre dolcissima e disponibilissima, direttamente dal suo reparto day hospital del Bambino Gesù al Gianicolo in Roma, e dall’amicone dottore Mauro di Tommaso stante in Dragoni.

Iniziamo dal Gaviscon, assunto in più riprese, ma che poco effetto ha sortito; acqua con 5 gocce di limone, che ha avuto più l’effetto dissetante che terapeutico; prugne secche con il meraviglioso effetto lassativo; camomilla in quantità industriale, in bustine solubili; Riopan tanto per scongiurare anche attacco di gastrite; e per finire Tachipirina , fresco consiglio di ieri pomeriggio, che ha abbassato la temperatura coprporea di Eugenio e credo abbia finalmente sortito l’effetto desiderato. Dormire.

Hanno sicuramente contribuito 5 gocce di EN, sempre sotto consiglio e supervisione di tutto lo staff medico che segue Eugenio.

Ieri sera cenetta leggera leggera: petto di pollo scottato in padella, dalle minime dimensioni, con contorno di fagiolini all’olio. 2 fettine di pesca e 1 fettina di melone. Stop.

Eugenio prima si è appisolato, diciamo addormentato, sulla poltrona in cucina; poi ci siamo sposati tutti in cameretta, dove adesso abbiamo sistemato il nuovo lettino singolo reclinabile, ed io sempre accanto a lui, come dice Eugenio “mitini mitini” (suono affettuoso e dolce per dirci vicini vicini, stretti stretti).

Dopo il nostro appuntamento con la Fede delle 22.15 con la nostra consueta preghierina, Eugenio si è addormentato di sasso.

Alle 4.30, ora in cui sto scrivendo, mi chiama, io ero già sveglio, e mi dice “papà, sono un pò stanco di stare a letto”; capisco, è già tanto che abbiamo superato il crinale della notte profonda, così alle prime luci dell’alba, con i grilli che friniscono ancora, gli propongo una mini colazione e un trasferimento in salone, sul divano.

Eugenio e Remigio alle 4.30 del mattino
Eugenio e Remigio alle 4.30 del mattino

Un biscottino e un pochino di latte, e tanto amore. Mi dice: “sei fantastico!

Ecco la ricetta della vita.

Adesso dorme il mio angioletto, ed io lo guardo, grato della sua vita.

Grato a Dio del suo dono. E di tutta la gioia che vorrà ancora donarci.

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