Dove vai

Sono le 1.30

Lo guardo russare profondamente, respirare con la bocca aperta, semi sdraiato sul divano. Finalmente è riuscito a prendere sonno, complice anche la musica rilassante che ogni sera gli lancio via smartphone su Spotify.

Riopan 800mg lo ha aiutato a digerire quel peso sullo stomaco che tanto gli dava fastidio: non saprei proprio cosa gli abbia potuto dare fastidio, visto che stasera la cena è stata di un ciuffetto di insalata leggermente condita, ed un piccolo pezzetto di tacchino in bianco.

Qualche minuto fa abbiamo anche fatto 2 passi, per aiutare la digestione: non si reggeva sulle gambe, così ho preferito rimetterlo a sedere sul divano.

Ormai il suo stile di vita, adesso, si è ridotto a letto (quando va bene), colazione al mattino sulla sedia, poi 12 passi per arrivare al divano, dove si sdraia.

Bevendo tanta acqua, durante la mattinata le escursioni in bagno sono 2, massimo 3, con i suoi 15 passi. Tra andata e ritorno sono 30 passi, poi divano ancora.

Alle 13 si alza, ripercorre i 12 passi per tornare in cucina, e si risiede per il pranzo.

Massimo alle 13.30 crolla dal sonno, e ritorna sul divano, ripercorrendo i 12 passi.

Alle 16.30, talvolta alle 17 si sveglia, un biscotto, un po’ di telefonino con qualche sporadico messaggino, poi la tv con “reazione a catena” che tanto gli piace.

Un paio di gite in bagno, tanto per cambiare aria e vedere panorami diversi, e poi di nuovo a cena. Così tiriamo tardi fino alle 21, ora in cui la palpebra ci suggerisce di prendere la via del letto. Se la notte è tranquilla e serena, la mattina seguente riprendiamo il ritmo.

Adesso sono le 2, l’ho rimesso a letto, ma la nausea non è passata, proviamo con la soluzione “papino”; dormire dal lato del cuore, così tutti gli organi interni sono nella propria posizione naturale. Speriamo.

La speranza ci tiene in vita. La speranza di un giorno migliore, la speranza che domani Eugenio possa tornare al suo basket, alla sua scuola, ai suoi amici.

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