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Eravamo a fare spesa, io e Francesca, e squilla il mio cellulare: Antonella Cacchione (l’oncologa di Eugenio)

Arriva la telefonata della dottoressa

Mi sale il cuore in gola, ogni volta mi sale il cuore in gola, non so perché ma è così.

Era la dottoressa Megaro, la nuova collega della Cacchione, oncologa anche lei, che segue Eugenio nelle sue cure.

Mi chiede lo stato generale di Eugenio, le fornisco una panoramica generale e il dettaglio degli ultimi episodi. Mi tranquillizza dicendomi che è nella prassi della malattia, di non preoccuparci per questi episodi se non caratterizzati da perdita di coscienza, dettaglio molto allarmante.

Fortunatamente le dico che questi episodi, compreso il capogiro furioso di oggi pomeriggio, non è stato mai segnato da perdita di coscienza prolungata, solo momentanea.

Leggi anche:  Buongiorno 6 ottobre 2020

Mi dice di ritirare la nuova confezione di Stivarga, la medicina che dovrebbe salvare Eugenio, giovedì mattina in day hospital, che conosciamo molto bene, al 3^ piano del padiglione Giovanni Paolo II dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù al Gianicolo.

“Ma la risonanza?” le chiedo; “non è prevista in questa cura, almeno per il momento” mi risponde.

Non so come interpretare queste parole, ma mi tranquillizzano. Mi danno un altro spiraglio di speranza, di fiducia.

Torno a casa, eccitato dalla nuova notizia che subito trasmetto a Giuseppina e Eugenio.

Entusiasti, concordiamo che è preferibile che io vada in treno.

Mi metto subito online sul sito Trenitalia e trovo delle ottime soluzioni di viaggio.

Leggi anche:  Nei miei sogni

E sarà un altro viaggio della speranza.

Sono sereno, siamo sereni, perché so che non sono solo, non siamo soli. Non lo saremo mai.

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