Tu hai un amico

Quando sei giù, sommersa dai problemi
ed hai bisogno d’aiuto
e niente, niente va nel verso giusto
chiudi gli occhi e pensami
e io sarò subito là
per illuminare anche la tua notte più buia.

Tu semplicemente chiama il mio nome
e sai che ovunque io sia
verrò di corsa, oh sì piccola
per rivederti ancora
inverno, primavera, estate o autunno
tutto ciò che devi fare è chiamare
ed io arriverò, sì, sì, sì
tu hai un amico.

Se il cielo sopra di te
diventa scuro e pieno di nuvole
e quel vecchio vento del nord inizia a soffiare
mantieni salda la tua testa
ed urla forte il mio nome
e subito mi troverò a bussare alla tua porta.

Tu semplicemente chiama il mio nome
e sai che ovunque io mi trovi
verrò di corsa, oh sì che lo farò
per rivederti ancora
inverno, primavera, estate o autunno, sì
tutto ciò che devi fare è chiamare
ed io arriverò, sì, sì, sì.

Ehi! Non è bello per te sapere che hai un amico?
La gente riesce ad essere così fredda
ti feriranno e ti inaridiranno
si prenderanno la tua anima, se li lasci fare
oh sì, tu non lasciarglielo fare.

Semplicemente tu chiama il mio nome
e sai che ovunque io mi trovi
verrò di corsa per rivederti ancora
oh piccola, non sai tu che
inverno, primavera, estate o autunno
adesso, tutto quello che devi fare è chiamarmi
Signore, io arriverò, sì che lo farò
tu hai un amico
tu hai un amico
non è bello per te sapere che hai un amico?
non è bello per te sapere che hai un amico?
oh sì sì, tu hai un amico!”.

You’ve Got a Friend – Wikipedia

La domenica di Eugenio è trascorsa serena, pacifica, come una barca che in tranquillità percorre il suo mare.

Antonio Micco, fedele amico di sempre, di basket, di paese, di giochi, di amicizia, di scuola, era con lui. Insieme a lui. Vicino a lui. Al suo caro amico.

Antonio è parte degli amici intimi di Eugenio che soffrono, in silenzio, per la malattia dell’amico.

Antonio e gli altri sono impauriti, spaventati da questo mostro invisibile che si è insinuato, silente e sordido come il maligno, nella testa brillante e vivace del proprio amico.

Sono anche arrabbiati: perché nessuno ha protetto l’amico, perché nessuno sconfigge ancora questo malvagio, perché nessuno è ancora in grado di scovare e distruggere questo oggetto immondo che lede la natura dell’amico?

Chi o cosa ha prodotto quell’ammasso informe e distruttivo? La Terra, l’uomo, o entrambi?

E se non ci si può fidare della madre Terra, o dell’uomo, di chi potremo fidarci?

Eugenio e Antonio Micco
Eugenio e Antonio Micco

13 anni sono un’età particolare, delicata per provare queste emozioni. Non si è piccoli, affinché questi ricordi scompaiano presto; non si è grandi per assimilare questa fortissima esperienza. E’ l’eta in cui certe cicatrici restano, resteranno, latenti.

Eugenio e Antonio Micco
Eugenio e Antonio Micco

Ecco perché cerchiamo di far vivere ad Eugenio queste esperienze in maniera costruttiva, per sé e per gli altri. Per far crescere sentimenti sani, migliori, sentimenti di amore vero, di passione, di rispetto e condivisione. Sentimenti che si ritrovano solo in momenti forti come questo che stiamo vivendo noi, intorno ad Eugenio.

Dopo un lauto pranzo e dolci squisiti, un riposino non deve mancare mai.

E poi un ottimo film “Sonic” per farli ancora sorridere di gioia pura.

La gioia dell’amicizia.

Un po’ di telefonino e poi tante, tante coccole con papino.

La nostra preghiera della buonanotte.

Da leggere:

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