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Oggi 18 giugno 2020 il mio Eugenio ha un altro esame: l’Esame di Stato del primo ciclo di istruzione.

Questo è uno dei tanti che dovrai superare. E che supererai brillantemente, come sempre.

Il primo, durato 8 ore, in cui il tuo cranio era aperto tramite una lunga linea che andava dall’orecchio sinistro al destro, ed in cui una folta equipe di 7 bravissimi neurochirurghi hanno rovistato nel tuo preziosissimo cervello, con un delicatissimo strumento di neuronavigazione, ed hanno asportato il primo, il più famelico, il più grande ed ancora presente dei tuoi tumori, grande come un mandarino.

Era il 15 settembre 2019

Pronto per il primo intervento del 15 settembre 2019

Ne sei uscito vincitore, come sempre.

Eravamo, siamo e saremo sempre al tuo fianco.

Il secondo esame l’hai sostenuto sempre in una sala operatoria della Neuromed a Pozzilli (IS), dove i tuoi esaminatori erano un pool di 8 neurochirurghi, a cui io e Giuseppina avevamo affidato la tua vita. Loro, con abile maestria, hanno praticato una incisione alla base del tuo bellissimo collo, sulla parte posteriore, che va dalla fine della tua folta chioma castana fino alla prima vertebra, asportata anche quella per ragioni di praticità.

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Hanno preso in mano la parte più importante di un essere umano: il cervelletto.

Ed hanno asportato in questo caso un altro tumore, come una ciliegia, avendo a disposizione uno spazio così ristretto che neanche una formica riuscirebbe a camminarci; ma loro, in soli 3 cm con una precisione certosina, hanno lavorato fra i tuoi sensi senza comprometterne la qualità e la quantità.

Eugenio in terapia intensiva

E tutte queste prove, questi esami, li hai superati brillantemente, senza nessuna esitazione o tentennamento. Quando il neurochirurgo ti parlò esplicitamente del tuo intervento, tu gli dicesti: “vabbè, facciamolo!”

Un altro grande esame l’hai sostenuto a Roma, al policlinico Gemelli, dove per un mese sei stato irradiato di potenti raggi, con sessioni giornaliere di 20 minuti, fino ad un dosaggio di 3600 Gy

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La maschera per la radioterapia, immobilizzata al lettino

Riuscivi anche a rilassarti, come ti ho insegnato io, mentre il meraviglioso infermiere Fabrizio faceva scorrere la tua playlist preferita di Eminem.

Non mancava volta che passando davanti al meraviglioso mosaico, ringraziavamo la Madonna.

San Giovanni Paolo II è stato il nostro custode, e lo sarà sempre.

E quanti esami, talvolta anche bisettimanali, all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù al Gianicolo. Quante ore di attesa, quante caramelle, quanti sandwich.

Mentre saltavamo da nord a sud, da est a ovest di Roma, abbiamo conosciuto tante realtà, tante persone, molte storie. Tutte ricche, che ci hanno arricchito, a cui abbiamo donato tanto.

A casa Roma eravamo di casa, era diventata la nostra seconda casa.

E quante risonanze, MOC, ECG, sangue, urine.

Il 15 maggio hai sostenuto un altro grande esame, per te fondamentale: la risonanza magnetica con contrasto.

Non l’hai superato. O meglio: tu l’hai superato, è stato quel “mandarino” a spuntare nuovamente nel quarto ventricolo cerebrale a farti fare una brutta figura nel tunnel della risonanza. Il tuo cervello così brillante, geniale, vivido, sempre elettricamente in movimento, sempre così acuto e perspicace. Offuscato da un mandarino.

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Ed il 21 maggio, io e Giuseppina avanti alla scrivania della dottoressa Cacchione eravamo impreparati, incoscienti, turbati, distrutti. Avere 6, non in condotta o in matematica, ma 6 in vita, è dura, molto dura. Sono i figli ad accompagnare i genitori dal Signore, non il contrario.

Frastornati e confusi, distrutti ed affranti, abbiamo affrontato 2 settimane d’inferno.

Poi la luce, un altro esame. Trial, sperimentazione, come la volete chiamare, per noi è la salvezza. Si chiama INCB 84344-102, ossia Ponatinib.

Le prove che tu hai sostenuto, e stai sostenendo, sono tali e tante che nessuno studente ha mai provato, e speriamo proverà mai. Sono per le prove della vita, per la vita.

E la forza che hai dentro è superiore a qualsiasi voto o giudizio che ti vorranno assegnare.

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