La fiamma si riaccende

Dal 21 maggio, data in cui ci è stata consegnata la spada di Damocle, la fiamma della nostra speranza si era affievolita, aveva perso vigore. Io e Remigio sospesi in una bolla dove non c’è aria, ma l’aria invece c’è; un girare intorno alle cose, alle situazioni, ma niente è importante, niente è fondamentale. Ogni nuovo giorno non è più un “buongiorno”, non ti capaciti che stai vivendo un irrevocabile conto alla rovescia, non vuoi pensarci eppure non c’è altro pensiero al di fuori di quello.

E anche oggi, eravamo lì, in attesa di un qualcosa che non sapevamo cosa. Il tempo accordato con il nostro umore, un fine settimana alle porte che non prometteva nulla di entusiasmante.

Eugenio soddisfatto per aver consegnato la tesina d’esame, contento di aver svolto un lavoro con entusiasmo. Gli è costato tanta fatica, in termini di concentrazione, di scelta degli argomenti… Lo abbiamo aiutato e supportato in tutti i modi possibili, facendo finta di niente, incoraggiandolo e spronandolo come se fosse la cosa più importante per tutti noi (già, dovrebbe essere così! una pedana di lancio verso il futuro…).

Nel pomeriggio solita routine post-riposino. Eugenio, dopo più di 15 giorni, riaccende la Playstation, con il fedele compagno di merende Nicola collegati online, scambiano battute e giocano. Io rispondo ad alcuni messaggi ricevuti, due amiche care che preannunciano una visita da lì a poco… Francesca guarda i cartoni, Remigio è al pc…

Alle 17.11 il cellulare di Remigio squilla: il display visualizza “Antonella Cacchione”

Panico, smarrimento, fiducia, speranza.

Ma riescono a convivere in un normale essere umano questi sentimenti così contrastanti? Si, vi assicuro che in noi per un briciolo di attimi hanno convissuto tutti questi sentimenti insieme.

Come di consueto, le prime domande che la dottoressa ci pone (eravamo in vivavoce) sono sullo stato di salute di Eugenio, su eventuali problemi, sul decorso post-Temodal. E’ sempre attenta a cogliere tutte le nostre parole, sempre pronta a dare un suggerimento e una buona parola. Poi, ecco che ci dona la boccata d’ossigeno, ci strappa dalla bolla… In accordo con la dottoressa Cefalo, responsabile del programma, hanno inserito Eugenio in un programma internazionale di sperimentazione. Ci sono tutti i presupposti che questo protocollo possa andare bene per Eugenio e dare risultati per la sua patologia. Poi, ci chiede se possiamo essere a Roma, al Bambino Gesù al Gianicolo lunedì a mezzogiorno. Cioè, secondo voi può esserci cosa più importante? Certo che sì, lunedì saremo a Roma, così pure mercoledì e giovedì (per tutti gli esami di routine preparatoria)! Quando Remigio le chiede “dottoressa, ma è positiva questa cosa che ci sta dicendo?”, lei con il suo solito tono affettuoso “signor Ruberto si è aperta una strada!” … e stanno ancora sezionando e studiando i famosi blocchetti, per trovare le compatibilità con altri protocolli.

Che dire??? Scorrevano lacrime, il cuore scoppiava nel petto. Io e Remigio ci siamo stretti in un abbraccio come non succedeva da tempo.

Intanto, bisogna programmare, vedere come fare per restare a Roma questi quattro giorni. Le suore? chiamiamo ma sono ancora chiuse… Albergo? difficile trovarne aperti in zona… Ecco! Telefoniamo a Giannicola, e in quattro e quattr’otto andiamo a ritirare il camper!

Telefonate a parenti ed amici che stanno soffrendo insieme a noi per informare tutti della bella novità! Gabriella che si era preannunciata, arriva con il suo dolce dono, e giù con lacrime e abbracci (l’occasione li richiede!) ; Parliamo, parliamo, buttiamo fuori le angosce di questi giorni come fiumi in piena. Il telefono squilla! Giannicola ci aspetta! Noi andiamo a Piedimonte a ritirare il camper; Eugenio, ignaro di quanto sta accadendo, rifiuta di venire con noi… Aspetta trepidante l’arrivo di Nicola! Sono mesi che non si vedono e nulla può farlo desistere!

Quanto si adorano?

Arrivati a Piedimonte, Giannicola ci erudisce sull’uso del camper, ci informa su alcune norme da seguire e via, ritorniamo verso casa.

Verso casa con il nostro futuro compagno di viaggio

A casa, due gradite sorprese. La prima, è venuta a salutarci una cara amica che ha preso a cuore il nostro progetto e ci ha donato il suo contributo; la seconda, l’uragano Peppino Panella (da quanto tempo eravamo a digiuno delle sue chiacchiere?) ci travolge con iniziative sacre e profane pro-Eugenio.

La telefonata della dottoressa e questa nuova speranza ha donato nuova linfa a noi e a tutti voi che ci gravitate intorno! Vi vogliamo tanto bene e stasera oltre ad augurarvi un bellissimo week-end vi offriamo questo splendido tramonto.

Grazie, grazie, grazie

Rosso di sera…

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