Secondo giorno del IV ciclo di Temodal

Sono le 8.45, Eugenio dorme ancora.

Ieri sera la valvola di contenimento dell’amore, dell’amicizia, della condivisione, della fratellanza, della famiglia, è finalmente volata via. Erano giorni che ripetevo di voler vedere (purtroppo non ancora abbracciare) ma almeno sentire il calore umano degli amici, di tutti, in modo particolare gli amici speciali.

Ed è così che alle 15.35 zia Teresa, più che amica, più che zia, più… più veloce di Schumacher viene a casa a prendere Francesca, così anche la nostra piccola di casa può divagarsi e trovare un attimo di stacco dalla “routine” familiare.

Appena finito il nostro lavoro online, e dopo il riposino pomeridiano del nostro guerriero, assaporiamo anche noi il gusto della libertà, dell’aria aperta, pura.

Andiamo tutti e 3 a casa di zia Teresa e zio Vincenzo, dove anche Angela e Anna ci aspettano, come si aspetta la brezza mattutina quando si aprono le finestre.

E’ bello, è stare in famiglia: Teresa affaccendata ai fornelli prepara 1000 piatti deliziosi e una mega ciambella al cioccolato, con l’ausilio della vice-chef Francesca.

Eugenio è sereno, tranquillo, rilassato.

Giocano, si divertono con poco, perché quando si sta bene, quando si è sereni, basta poco, veramente poco per trovare il vero senso della vita: l’Amore.

Stamattina alle 9 iniziamo il rito delle pillole: prima ondansetrone per scongiurare eventuali movimenti strani del pancino di Eugenio, abbiamo atteso la fatidica ora e mezza, e finalmente è arrivata la colazione.

Nel frattempo si è anche alzata dal letto Francesca, che come ogni mattina durante il ciclo di chemio del fratello, attende per fare colazione insieme.

Ad allietare la colazione il ciambellone delle due chef stellate Teresa e Francesca.

Per Eugenio il toast con pancetta e sottiletta. Preparato da me con tutto l’amore che il mio cuore riesce.

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