Eugenio dorme ancora, sereno, nel lettone.

Sono le 8.30 quando mi sveglio, e mi alzo. Non resisto troppo tempo a letto, senza far nulla. Preferisco agire, piuttosto che sognare.

Tutti dormono ancora.

Comunque, anche quando preparo il mio toast e il caffè, lo tengo sempre sotto controllo, proprio perché ha bisogno ancora di una mano, una spalla su cui sorreggersi. Speriamo ancora per poco, così riprende la sua vita e la sua autonomia di adolescente in fiore.

Anche il coniglietto luminoso sente il suo respiro notturno, e veglia la sua notte serena, illuminando il suo buio.

Alle 9.30 si sveglia pupone. Riposato, con la gioia nel cuore, gli occhi appiccicati, ringrazia Dio di questo nuovo giorno. Piovoso, qui in Dragoni, ma sempre un bel giorno.

Alle 9.45 il rito di ondansetrone, e alle 10 in punto le 4 capsule di Temodal arrivano per distruggere le malefiche cellule cancerose.

Finalmente la colazione, che arriva alle 11.30, rispettando alla lettera l’attesa di 1,5h dall’assunzione del Temodal.

Toast con pancetta e galbanone. Ottimo!

Mattina trascorsa tra chat online, quattro risate con papà e mamma, e una bella bevuta d’acqua.

Eh sì, il Temodal è tosto, tostissimo!

Subito dopo pranzo, misurata la pressione 65/80 gli consiglio, vivamente, di andare a fare un bel riposino. Questa volta ha vinto il Temodal, ma la prossima non gliela diamo vinta!

Adesso sono accanto a lui, nel lettone, e ripenso a tutte le risate insieme, alle mie lacrime da solo, alle nostre vittorie insieme, alle mie preoccupazioni da solo, al nostre lezioni di dialetto foggiano insieme, ai colloqui in solitudine con i dottori, alla prima volta in bici insieme, all’attesa da solo fuori la sala operatoria.

Perché il padre deve sorridere, sempre, trasmettere fiducia, infondere gioia, sicurezza, amore per se stessi e per gli altri. Tutti il resto, da solo, senza farsi vedere dai figli, senza farsi notare, senza far trasparire benché minimo cenno di crollo.

Il padre è il pilastro su cui si forma la spina dorsale dei figli. La mamma è la dolcezza, l’amore, la cura. La famiglia è la casa dove abita l’individuo.

Fino alle 17 restiamo a dormire, nel lettone, io e lui. Svegliati subito dopo, gli preparo la merenda, con un bel toast al prosciutto cotto.

Finalmente il regalo per Francesca da papà, mamma ed Eugenio: i suoi amati Trolls. Il film in streaming “Trolls World Tour

Francesca iper soddisfatta alla fine del film

Come al cinema, popcorn e CocaCola hanno allietato il film.

Durante la cena, poi, Eugenio ha avuto un piccolo capogiro, forse dovuto alla digestione, che ha un po’ spaventato Francesca, ma subito dopo i due fratellini si sono abbracciati con rassicurazione.

E anche oggi è passata.

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