In tempo di coronavirus, di quarantena, di lockdown, parlare di pressione che aumenta è simbolico: restare chiusi in casa aumenta la sicurezza, ma aumenta anche la pressione sul nostro spirito, della nostra libertà, del nostro essere liberi.

Nel nostro caso però rappresenta la pressione sanguigna di Eugenio, che stamattina, dopo l’assunzione per via orale di Aciclovir, era di 95/77

Ergo abbiamo dedotto che si Aciclovir è un ottimo antivirale, ma, come scritto nel foglietto illustrativo accluso, ha come controindicazioni i capogiri, pressione bassa, prurito, inappetenza.

Ne abbiamo parlato via telefono e via email con la dottoressa Milena Paiano dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove Eugenio è paziente, e lei ci ha rassicurato sulla pressione, anche se bassa, compatibile con il Temodal.

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Ci ha anche confermato l’appuntamento per il 17 di questo mese dove Eugenio sarà sottoposto ad una visita di controllo sullo stato generale.

Dopo un bel riposino dopo pranzo, nel pomeriggio, sia Eugenio che Francesca (sempre vigile ed attenta ad ogni sfumatura di voce) si dedicano entrambi a studiare e fare compiti.

Francesca dopo lo sport
Francesca dopo lo sport

Finiti i compiti, la giornata è troppo bella ed invitante per lasciarcela sfuggire: prendiamo il pallone SuperSantos per la pallavolo di Francesca, ed il pallone a spicchi “da basket” per Eugenio, ed andiamo sul retro di casa dove un canestro alto 3.05 metri.

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