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E siamo a lunedì. Eugenio questa mattina inizia la chemio-terapia.

5 giorni, da lunedì a venerdì, due dosi al giorno; mattina e pomeriggio. Per chi volesse approfondire l’argomento può leggere qui

Ciò che rende tutto più semplice è il fatto di farla a casa; Eugenio ha capito l’importanza di fare questa “terapia”, ma ciò che ancora non gli è chiaro è cosa siano queste capsule che non deve rompere, masticare o toccare con le mani. Per un ragazzino di 13 anni, che ha un rifiuto profondo per capsule, compresse, pillole, è uno scoglio enorme.

Stamattina si sveglia alle 8.00 (penso che l’agitazione mia e di Remigio sia trapelata e abbia reso leggero e teso anche il suo riposo), e riesco a fargli prendere il farmaco anti-vomito senza scioglierlo in acqua, ma per intero. E’ importante che si abitui a deglutire le compresse senza frantumarle preventivamente; l’assunzione di questo farmaco lo aiuterà anche in questa nuova fase della terapia, servirà a tenere a bada il vomito. Dopo una mezz’ora reclama la colazione, latte e biscotti e merendina. Tutto perfetto. Ora ci tocca attendere un’ora e mezza per procedere con il Temodal.

Questa attesa mi logora, prendo per l’ennesima volta il bugiardino dalla scatola del farmaco e lo leggo, cercando di trovare tra le righe qualcosa che ancora non mi fosse chiaro. Niente, nulla che già non sapessi.

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Passo alla fase “avvisi”. Ripeto per l’ennesima volta a Francesca di stare lontana da queste scatoline, per nessun motivo deve toccare le bustine vuote dei farmaci, e lei anche se è ormai esausta di sentircelo dire, ripete per l’ennesima volta “ok, mamma stai tranquilla!” . Stesso discorso a nonna Tetta, che ha uno sguardo abbattuto e triste.

Ed ecco che le fatidiche 10.30 arrivano. Siamo seduti in cucina, io ed Eugenio. Bustine con le compresse poggiate sul tavolo, acqua nel bicchiere. Nonna Tetta si allontana, troppo coinvolta emotivamente per restare nella stanza. Francesca è nel salone che ripete i verbi, Remigio è ancora a letto a smaltire l’influenza.

Apro la bustina della prima compressa, Eugenio con una vocina implorante tenta di mediare, “mamma, la posso masticare?” ed io mi ritrovo a fare la cattiva “Eugenio no, queste non si possono dividere, non le devi masticare, devi ingoiarla direttamente.”

“Ci provo” “Vai campione, che hai superato di peggio, cosa vuoi che sia ingoiare due capsule”. E lui.. scoppia a piangere. Un pianto che squarcia l’anima, che rende tutto più difficile. Remigio si affaccia alla porta, lo incoraggia.

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“Eugenio se non le prendi, sono costretta a portarti a Roma e a farti fare le flebo dalla dottoressa. Vuoi questo?” e lui continua a piangere. Non ce la faccio, ho il cuore che batte troppo forte, la tensione è eccessiva anche per me.

Lo abbraccio forte e piangiamo insieme. Basta questo a ricaricarci, un abbraccio come solo un genitore e il proprio figlio sanno scambiarsi.

“Ci sono, sono con te, e so che puoi riuscirci”.

Ci sediamo nuovamente al tavolo; prende il bicchiere, beve un pò d’acqua, prende la pillola, ancora acqua e via! La prima capsula è ingoiata!

Pochi secondi e tocca alla seconda capsula, stesso procedimento ed è ingoiata anche questa!

Remigio e Francesca ridono e piangono insieme vicino alla porta, io sono troppo felice per non piangere senza ritegno. “Mamma, ci sono riuscito!” e incredulo piange anche lui.

“Certo, sei un campione! Non avevo dubbi!”

La tensione si stempera e arriva l’ora di pranzo. Farfalle al ragù, gradite da Eugenio.

Dopo pranzo, Remigio va a letto, a riposare, come è giusto che sia; Eugenio preferisce la musica dalle sue amate cuffiette, la poltrona, la tv, tutto tranne che andare a letto.

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Il pomeriggio trascorre tranquillo, per ora nessun effetto si fa sentire.

Ore 16.00 prende nuovamente l’anti-vomito, merenda e… attendiamo le 18.00 per la seconda dose di Temodal.

Stay tuned per i prossimi aggiornamenti.

Nel pomeriggio, Francesca si impegna con zia Laura al pianoforte, poi andiamo in farmacia insieme.

Alle 18.15 rientriamo, Eugenio è già pronto con le bustine delle capsule e l’acqua. Neanche il tempo di realizzare, e già le ingoia entrambe!

Credetemi, sono emozionata e felice in questo momento che potrebbe scoppiarmi il cuore. È difficile da spiegare, qualcuno penserà che esagero, ma non sapete che sollievo è vedere che lo scoglio “capsule da ingoiare” è superato!

Si, certo, è solo il primo giorno. Ma io voglio pensare positivo, devo esserlo. Eugenio deve vederci sempre carichi di entusiasmo e positività. E noi lo saremo.

La serata scorre tranquilla, cena e un pochino di tv e andiamo tutti a letto prima delle 22.

La nostra preghiera serale è di ringraziamento a Maria per questa giornata, e di richiesta per tante altre giornate serene.

Grazie anche a voi per la pazienza e la vicinanza ❤️

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