Buongiorno. Anche oggi ci attende una giornata intensa, ma noi siamo pronti. Anche oggi.

Alle 11 partiamo da casa Roma direzione Gemelli. Circa 35 minuti dopo arriviamo.
Durante il viaggio in auto, Eugenio adora ascoltare sonate di pianoforte, via Spotify. Beh, qualcosa di buono gli ho trasmesso: l’amore per la musica, tutta, tutta la buona.

Lettino fatto alle 12.30. Eugenio è molto, molto stanco.

Quando entro insieme a Giuseppina per rivestirlo mi accorgo di una manciata di capelli volanti, non più attaccati alla propria radice. La radioterapia sortisce i suoi effetti, per adesso negativi ed evidenti. Vabbè.

Alle 13 circa partiamo per il Bambino Gesù. Circa 20 minuti d’auto ed arriviamo. Io e Francesca lasciamo Giuseppina ed Eugenio davanti all’ingresso secondario, più vicino al nostro padiglione, ed andiamo a parcheggiare al mega parking Gianicolo.

Faccio vivere anche a lei tutto come se fosse un gioco, un’avventura, una gita turistica.

Ma lei assorbe, si vede.

Lei ha capito, sente il dolore, lo avverte, lo respira. Però non lo lascia trasparire: ha otto anni, è ben mascherato dall’effetto lunapark, la giostra gira e io la faccio girare più in fretta, così da non lasciarle tempo di pensare, di riflettere, di soffrire.

Anche lei, no.

ingresso OPBG Gianicolo
ingresso OPBG Gianicolo

L’albero di Natale avanti all’ingresso del nostro padiglione.

Mentre io e Francy eravamo a parcheggiare, Giuseppina ed Eugenio sono subito a colloquio con la dott.ssa Cacchione, che nel frattempo predispone qualche altro medicinale per il raffreddore in atto. Dopo qualche minuto è a prelevare il sangue.

cerotto Love hurts
cerotto Love hurts

E adesso attesa. Attesa infinita, mentre tanti, troppi bimbi, piangono.

In effetti è un pò tanta attesa oggi, troppa. Alle 17, quando tutti sono andati via e ci sono solo le squadre di pulizia, andiamo nella stanza K15 dove ci solito ci incontriamo con la Cacchione, per ricordarle che siamo ancora la, in attesa. Ooops, ci aveva dimenticato! Grrrr!!! Eh vabbè (n’altro!). Piastrine basse, troppo basse, preoccupanti.

Dobbiamo divagarci un pò: la mia mente è fritta, idem quella di mia moglie. “Dicci google-maps, dove andiamo? Ok, hai ragione andiamo da Decathlon, possiamo prendere del materiale che ci serve per questa arrampicata. MMhhhh, forse qualcos’altro?”

Ma no, abbiamo quello ufficiale regalatoci dalla Juvecaserta!

Ok, compriamo delle borracce per l’acqua, che in questo periodo non deve proprio mancare, dopo tutto il sole artificiale che prende tutte le mattine!

Stanchi, stanco, stanchissimi, distrutti. A casa, ah casa!

Giuseppina subito ai fornelli: Eugenio gradisce, molto, moltissimo!

  • Eugenio mangia con cucchiaione

Come è mio solito, sdrammatizzo, ridicolizzo, invento comiche pur di far divertire i miei figli, e per alleggerire il mio animo. Fornisco ad Eugenio lo scolapasta, per simulare la sua fame da lupo. Grazie a Dio

Preghiera. Sempre, tutte le sere, mattine, pomeriggio, anche più volte al giorno.
Ma quella della sera è speciale.
Preghiamo, preghiamo, preghiamo. Insieme, mano nella mano.
In silenzio, mentre i nostri cuori urlano aiuto.

Buona notte.

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