Buongiorno.

La nottata è trascorsa normale, nella sua normalità d’ospedale. Le ore non passano mai, i minuti diventano ore e le ore diventano giornate, che fuggono via e diventano movimenti ripetitivi, azioni già passate e ripassate.

Gli unici segni che porti sulla tua pelle sono le occhiaie, gli odori acri dei disinfettanti, le garze sterili, i pannoloni, i cateteri, le cicatrici che guardi e riguardi di Eugenio. E fanno male, molto male.

Eugenio che si alza dal letto, da solo, è un gioia per gli occhi e per il cuore.

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Arrivano gli amici, e il cuore inizia a battere, forte, per le emozioni.

Vedere Eugenio sorridere, felice, è la mia, la nostra felicità, è la felicità di tutti coloro che gli vogliono bene, e sono tanti, tantissimi.

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E poi tutti insieme, finalmente Eugenio in piedi con gli amici, a divertirsi nel salone centrale del terzo piano della Neuromed.

Ed il cuore esulta.

Francesca cuoca a casa di Teresa
Francesca cucina a casa di zia Teresa

Da Dragoni ci arrivano foto di quotidianità che non hanno prezzo. Francesca a casa di Teresa fa esperimenti di cucina in assoluta serenità. È una gioia per il cuore vederla così amata.

Ah cosa sono gli amici!

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