13 settembre 2019: tutto ebbe inizio. Storia di una avventura.

Sono le 9 circa del 13 settembre 2019: Eugenio si sveglia intontito, frastornato, quasi assente.

Mi preoccupo, come qualsiasi padre che ama il figlio come ama il suo cuore; e com’è solito fare nella mia vita, cerco una soluzione, mi arrovello il cervello per apporre rimedio a questo problema, che sembra fin da subito una montagna insormontabile.

Oggi inizia la nostra “avventura” che ci vedrà per 13 mesi uniti negli affetti veri e saldi, nell’amore di famiglia come sempre “fantastici 4” e nella fede incrollabile e indelebile che accompagna la nostra fiducia nella Risurrezione.

Il 13 settembre 2020 Eugenio stava lasciando il suo corpo: ci vennero a trovare da Foggia mia mamma, nonna Rosaria, mio fratello Gilberto e la moglie Mariantonietta.

Ci fu tanto amore nell’aria, e i nostri cuori si sono stretto nell’abbraccio al nostro guerriero che stava deponendo le armi, per vincere la sua gara per il paradiso.

Gilberto gli parla, lo guarda: ma Eugenio ha altro per la testa. Non lo riconosce, forse si. Un giorno me lo confiderà.

Nonna Rosaria lo accarezza dolcemente, come solo una mamma accarezza il suo bambino.

E’ figlio del figlio: è cuore del cuore!

Io abbozzo un sorriso amaro, per nascondere il mio dolore immenso.

Lo abbraccio, lo stringo, annuso il suo profumo: non mi basta mai.
Eugenio è carne della mia carne, sangue del mio sangue, è tutto l’amore che ho.

Ultimo aggiornamento il 6 Luglio 2022 by Remigio Ruberto

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